martedì 17 dicembre 2013

Periodico d'informazione N°0



CANEGRATE E LE TASSE
  di Sergio Beniani

Cerchiamo di capire qualcosa sulle tasse Comunali.
C'era una volta la Tarsu (Tariffa sui rifiuti solidi
urbani), poi è arrivata la Tares. Qualcuno ha pagato più
di prima, qualcuno meno. Perchè? Dipende dal sistema
di calcolo: la Tarsu si calcolava sulla superficie
dell'abitazione, la Tares sul numero dei componenti
della famiglia e sulla superficie dell'abitazione. Ma
ora, dopo meno di un anno, anche la Tares non c'è più.
C'era una volta l'ICI, poi è arrivata l'IMU. e anche qui
ci sono state delle differenze. Abbiamo assistito al
dibattito infinito: prima casa sì, prima casa no.
Al posto (o accanto) a Tares e IMU ci saranno altre cose,
forse ancora più incomprensibili.
Ma il problema è duplice: il cittadino che vuole fare il
suo dovere e pagare le tasse non capisce più nulla e si
deve rivolgere a qualcuno che l'aiuta (a pagamento), e
non sa quali servizi paga con le tasse. Ma anche il
Comune perde un sacco di tempo e di energie e
districarsi tra i continui cambiamenti, a cercare di
rendere i più equi possibili i tributi che è costretto ad
imporre, e non sa su quali soldi può contare per
continuare a garantire ai cittadini i servizi.
Ma è possibile che a dicembre non si sappia ancora
quali saranno le tasse che il Comune di Canegrate
incasserà dai suoi cittadini? Ma è possibile un Comune
possa approvare il Bilancio di previsione a Novembre,
ormai ad anno finito?
Non sarebbe più logico, più civile, un sistema di
tassazione che non cambi in continuazione, e che dia
veramente ai Comuni la possibilità di fare scelte?
Tra patto di stabilità (o, meglio, di stupidità), continui
cambiamenti, imposizioni dal Governo, c'è il rischio
concreto che i Comuni si trasformino solo in esattori, e
i cittadini onesti solo in contribuenti.




IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

Abbiamo preso a prestito, per caratterizzare il numero zero del nostro periodico, il titolo di una stupenda raccolta di canzoni di Fabrizio De Andrè uscita postuma nel 2005.
Provo a spiegare il perchè: noi, variegato popolo di sinistra, spesso decidiamo di andare ostinatamente
in direzione contraria rispetto alla cultura dominante.
Andando in quella direzione, troviamo
le risposte ai bisogni delle persone. Le persone in carne e ossa, quelle che lavorano, che studiano,
quelle che vorrebbero lavorare, che vorrebbero studiare, quelle che hanno progetti, quelle che non
ce la fanno ad arrivare a fine mese, quelle che aiutano qualcuno ad arrivare a fine mese. Queste
persone le incontriamo ogni giorno, anche a Canegrate, quelle persone siamo anche noi stessi.
“Sinistra per Canegrate” è un gruppo (potremmo dire un soggetto politico) a cui aderiscono persone
che vivono a Canegrate, che condividono ideali “di sinistra” e che non aderiscono a PD o PSI.
Ci siamo costituiti subito dopo le ultime elezioni comunali, che hanno portato alla vittoria del
Sindaco Roberto Colombo e della lista “Canegrate Insieme”, di cui facciamo parte.
E, anche in questo caso, siamo andati e andiamo “in direzione ostinata e contraria”: partecipiamo attivamente ad una coalizione che vede l'unità di tutte le forze del centrosinistra presenti a Canegrate. E non stiamo assieme in modo precario, ma in modo stabile, forti di un programma e di un'azione amministrativa che ci vede partecipi e protagonisti.
Non ci limitiamo all'attività amministrativa: siamo un soggetto che agisce in questo territorio in modo autonomo e con suoi programmi.
Con questo periodico vogliamo farci conoscere, essere di stimolo per il dibattito politico e amministrativo,dare spunti di riflessione e di conoscenza, ma soprattutto incontrare le persone che hanno  a cuore Canegrate. Dal confronto, dalla partecipazione,dalla conoscenza dei problemi, non possono che nascere cose importanti. E spesso ci si accorge che,se si va “in direzione ostinata e contraria”, si va nella direzione giusta.

La portavoce – Franca Meraviglia

 UN NUOVO CENTRO COMMERCIALE A FORTE
DEVASTAZIONE AMBIENTALE !


Il progetto è questo: IKEA intende aprire un nuovo negozio in un'area ora destinata a “verde agricolo” tra Cerro Maggiore e Rescaldina (zona Auchan). Questa mega-struttura di circa 315.000 mq, sarebbe un vero e proprio centro commerciale, con, oltre IKEA, numerosi altri negozi. Sul progetto esiste già un consenso di massima dei due comuni interessati, che sono retti da due amministrazioni di diverso colore: centro sinistra a
Cerro e centro destra a Rescaldina. I vantaggi per i due comuni in termini di introiti sono evidenti; inoltre, Ikea promette addirittura mille posti di lavoro, 200-300 come Ikea ed il resto nei negozi del centro commerciale.
Quindi, QUAL È IL PROBLEMA?
Di fronte al dramma dei disoccupati, ai lavoratori espulsi dalle grandi e piccole aziende, alla crisi di aziende
storiche, perché non accettare l'arrivo di Ikea con i nuovi posti di lavoro? Infatti, le organizzazioni sindacali confederali CGIL-CISL-UIL si sono subito schierate a favore dell’insediamento.Si ripropone il solito ricatto: la tutela dell'ambiente e la vivibilità del territorio si sacrificano per nuovi posti di lavoro, e amministrazioni comunali affamate di soldi danno la loro benedizione. MA E' APPUNTO QUESTO IL PROBLEMA!
Questa logica “realistica” di sviluppo economico, incurante degli effetti sull’ambiente e sul territorio, ha portato ad una devastazione ambientale certa, e può addirittura non portare alcun beneficio reale sul piano occupazionale. In questo caso, 315.000 mq di suolo agricolo in un’area dove il verde è praticamente sparito
sarebbero cementificati, e l’impatto di traffico e inquinamento su un territorio come quello del Legnanese, già ultra congestionato sarebbe devastante. Anziché riqualificare le aree industriali dismesse, si preferisce consumare nuovo suolo, perché costa meno. E il risultato occupazionale è poi così certo? I mille posti di lavoro ventilati e ben sbandierati sono una cifra esagerata, e non supportata da alcun piano industriale. Inoltre, la situazione è di grave crisi anche nel settore commerciale, con molti negozi che chiudono; a causa del calo delle vendite anche i centri commerciali ed i supermercati cominciano a ridurre i livelli occupazionali.
Oggi aprire un supermercato vuol dire chiuderne uno vicino, aprire negozi in un centro commerciale vuol dire chiuderne altrettanti che stanno nei paesi. La crisi del commercio non è legata al numero dei centri commerciali, ma alla diminuzione delle vendite, conseguenza della diminuzione della capacità di acquisto delle persone.Possiamo anche aprire un nuovo centro commerciale al mese, tenerlo aperto tutte le domeniche ed anche  di notte, ma se non si aumenta la capacità di spesa della gente, la quantità di merci vendute restano le
stesse, anzi diminuiscono e quindi l’occupazione diminuisce anche nel commercio. Quindi l'apertura del nuovo centro commerciale potrebbe portare a perdite occupazionali negli altri centri commerciali, e alla chiusura di molti negozi in zona. Rischieremmo quindi di avere un risultato occupazionale incerto e una devastazione ambientale certa. Uno studio di Confcommercio stima addirittura un saldo occupazionale negativo di 244 persone.
Contro questa logica è nato un comitato che si è dato il nome di La Terr.A , come Lavoro, Territorio, Ambiente a cui anche Sinistra per Canegrate aderisce. Già dal nome si capisce il programma del Comitato: non la semplice contrarietà al “Progetto Ikea”, ma lavorare per una logica diversa di sviluppo del territorio che tenga assieme tre questioni vitali: il lavoro , la vivibilità del territorio e l’ ambiente. Il Comitato si batte quindi contro la logica del ricatto per cui per il lavoro si può anche devastare il territorio e l’ambiente. Il Lavoro, il Territorio e l’Ambiente sono Beni Comuni, in quanto rappresentano il senso della vita degli esseri umani e non si possono mettere in contrapposizione, ma devono convivere armonicamente.

Marco Galli

ECONOMIA E FINANZA

                                 Le origini della crisi e la redistribuzione della ricchezza

La crisi che stiamo vivendo ha avuto le sue origini negli Stati Uniti d'America. Capire le ragioni della crisi è il primo, indispensabile passo per affrontarla e tentare di uscirne. La stampa e la letteratura in materia l'hanno definita “crisi dei mutui Sub prime”, ma potremmo tranquillamente parlare di crisi del pensiero unico liberista. Questo pensiero, che aveva convinto parecchie teste pensanti di tutte le provenienze politiche, sosteneva che, lasciando libero il sistema economico e finanziario di autogestirsi, tutto il mondo avrebbe conosciuto pace e prosperità. La drammatica realtà', invece, la stiamo vivendo sulla nostra pelle ogni giorno. Deregolamentazioni del sistema finanziario, politiche di finanziamento ai privati senza nessun criterio prudente, cattiva distribuzione della ricchezza, connivenze fra potere politico e finanziario, mancanza di una adeguata
prevenzione e controllo sui meccanismi finanziari da parte degli organi competenti sono state, infatti, le principali cause del crollo finanziario e, conseguentemente, del tracollo dell'economia mondiale. Il sistema finanziario mondiale, tecnicamente fallito, e' stato ed e' ancora tenuto in vita artificialmente da un'enorme quantità' di denaro stampato dalle Banche centrali di tutto il mondo. Enormi quantità' di risorse finanziarie sono state utilizzate dai singoli stati per salvare le loro banche fallite. Anche altri paesi, come Spagna e Irlanda, hanno seguito la stessa politica degli Stati Uniti sull'immobiliare, ed anche lì le ripercussioni sul sistema finanziario sono state pesantissime. In Grecia, invece, il problema era diverso, lì (con l'aiuto dell'americana Goldman Sachs) si sono addirittura truccati i conti dello Stato per poter entrare nell'Euro.
Ma sia ben chiaro che il debito pubblico degli Stati non c'entra nulla con le cause della crisi. Sono stati, infatti, i debiti privati ad aver creato enormi buchi nei bilanci delle banche, e le banche sono state aiutate dagli Stati. Successivamente i debiti pubblici aumentati a dismisura sono diventati un problema per tutti noi.
A questo punto, si è tentato di avviare un meccanismo di riduzione del debito pubblico. Tale manovra non ha fatto altro che peggiorare le cose: proprio nel momento in cui c'era bisogno di risollevare i consumi. Una politica di austerità ha spinto anche chi poteva continuare a spendere denaro nel paradosso della parsimonia: se il domani è incerto, è meglio risparmiare! Una politica demenziale, quindi, quella dell'Europa. E' stato dato denaro ai paesi in difficoltà, che a loro volta lo hanno dato alle loro banche, che immediatamente hanno pagato i loro debiti a chi aveva prestato loro i soldi. Le banche francesi, tedesche, inglesi hanno ricevuto infine questo denaro che avevano prestato ancora una volta senza un criterio prudente. Queste banche in sostanza erano piene di mutui Sub Prime europei. Nel momento in cui gli le Nazioni avrebbero dovuto intervenire con soldi pubblici per sostenere l'economia, tutti gli stati europei hanno deciso che il principale obiettivo era quello di ridurre il debito pubblico! Le lacrime e il sangue sono state approvate da tutti i Parlamenti europei. In Italia nel 2012 la stragrande maggioranza del Parlamento ha approvato e inserito nella nostra costituzione quei meccanismi che, obbligherebbero lo Stato italiano a trovare ogni anno per venti anni, una cifra di 50-60 miliardi di Euro fra riduzione di spesa e aumento delle tasse per ridurre il nostro debito pubblico. Quelli che hanno approvato questi provvedimenti sono gli stessi che oggi si affannano per cercare di apparire contrari a questa politica! Solo modificando radicalmente queste politiche e' possibile attutire gli effetti della crisi. Certo, attutire, perchè la strada scelta dall'occidente per affrontare i disastri creati ha ancora bisogno di anni per poter vedere la fine. Questa che viviamo e' la Madre di tutte le crisi. Occorre quindi immediatamente cambiare radicalmente politica, ed attuare una redistribuzione reale della ricchezza, spostandola da chi ha guadagnato verso chi e' stato reso più' debole. Utilizzare le risorse disponibili e recuperarne altre dalla lotta all'evasione ed elusione fiscale e contributiva e aumentare la tassazione dei grandi
patrimoni per costruire una politica economica sostenibile deve essere alla base dell'azione di chi intende realmente cambiare la vita delle persone in meglio.

Paolo Malanchini

                                                         Attualità, opinioni, cultura
                                       A Canegrate il REGISTRO delle UNIONI CIVILI

Il Consiglio Comunale del 27 Novembre ha approvato l'istituzione del Registro delle Unioni Civili. Ma che cos'è unione civile? Da wikipedia: “Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del
matrimonio, o che sono impossibilitate a contrarlo, alle quali gli ordinamenti giuridici abbiano dato rilevanza o alle quali abbiano riconosciuto uno status giuridico”. “L'Italia non ha attualmente una legislazione effettiva per le unioni civili. Si parla pertanto di 'coppia di fatto' in quanto non riconosciuta giuridicamente. Ciò non significa, tuttavia, che una unione stabile, sia pure 'di fatto', non faccia sorgere in capo ai conviventi diritti e
doveri”. “La coppia di fatto, quale formazione sociale, trova riconoscimento nell'art. 2 della Costituzione secondo cui la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. La coppia di fatto, in quanto tale, gode di limitati e reciproci diritti e doveri. L'unione di due persone, secondo l'ordinamento giuridico italiano, trova pieno riconoscimento solo attraverso il matrimonio, istituto accessibile alle sole persone celibi ed inaccessibile alle coppie dello stesso sesso”. E' evidente che la creazione di un nuovo “status” personale spetta al legislatore statale, ma, in mancanza di una Legge, è necessario dare una risposta ed un riconoscimento alle persone, dello stesso sesso o di sesso diverso, che convivono per ragioni affettive o per reciproca assistenza morale e
materiale. Alcune persone (ed è il caso delle coppie omosessuali) non hanno alcuna possibilità di“legalizzare” la loro unione con il matrimonio. Altre non lo possono o non lo vogliono fare, ma vorrebbero comunque che la loro unione e convivenza sia riconosciuta. Ci sono poi persone che convivono stabilmente per ragioni di reciproca assistenza, e quindi, pur non essendo legate da un vincolo affettivo, sono di fatto il “parente più' prossimo dell'altro”. E quindi, cos'è e a cosa serve un REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI?
E' un piccolo passo, un simbolo, tramite il quale una comunità, un Comune, accoglie, dà visibilità, estende dei diritti, a a queste persone. Riconoscere che l'amore scelto e condiviso è legittimo, anche fra due persone dello stesso sesso; che una convivenza e un legame stabile comporta dei doveri e dei diritti, è una scelta di civiltà e un modo per rendere più giusta e più solidale una comunità. Se anche solo due persone si sentiranno più' sicure e più' integrate, avremo fatto tutti un passo avanti. Il passo decisivo potrà essere fatto solo dallo Stato, uno Stato laico che finalmente attui, anche in materia di ordinamento anagrafico, ciò che la nostra Costituzione già stabiliva alcuni decenni fa.

Franca Meraviglia  


  PAROLE e PENSIERI                   

 Pediatra: medico specializzato
in malattie infantili
Infantile:tutto quello che
riguarda i bambini
Malattie infantili:
malattie che colpiscono i
bambini (anche quelli senza il
permesso di soggiorno)
Permesso di soggiorno:
pezzo di carta senza il quale sei
clandestino
Clandestino:
chi pensa che il mondo non
abbia frontiere e non ha il
pezzo di carta
Frontiere:
qualcuno non ci arriva
nemmeno, e affoga nel mare
con tutti i suoi sogni
Sogni:
vivere in un mondo migliore,
dove i bambini sono
considerati la ricchezza e la
speranza del mondo
Bambini:
la parte migliore dell'umanità. I
diritti dei bambini sono
universali.


Hanno collaborato a questo numero:
Franca Meraviglia – Roberto
Molinari- Sergio Beniani – Marco
Galli – Paolo Malanchini – Michael
Moroni
Direttivo di Sinistra per Canegrate:
Rosa Bortignon
Marco Galli Franca Meraviglia

venerdì 1 novembre 2013

L'UNITA' DELLA SINISTRA PASSA DALLA TAVOLA!



Sinistra per Canegrate organizza
 per SABATO 9 NOVEMBRE alle ore 20,30
 presso il Circolo Bell'Unione di Canegrate
UNA FANTASTICA CENA

Domenica mattina abbiamo convocato il congresso straordinario per definire il menu'.



E' stata quindi presentata la tesi di maggioranza (tipicamente lombarda): “Antipasto all'italiana, CASSOEULA, polenta e gorgonzola, dolci”.
A sorpresa, l'ala veneta ha presentato una tesi alternativa: il BACCALA' ALLA VICENTINA.
A questo punto, la componente VEGANA, ha proposto un menu' totalmente  privo di  cibi di origine animale.
I salutisti (credo di origine genovese) hanno obiettato che, con tutto quel cibo, iniziare con  l'antipasto avrebbe appesantito il pasto (e la spesa).
Il dibattito è stato lungo, in alcuni casi anche aspro, ma non è mai venuto meno il rispetto reciproco, anche se si è sfiorata la rottura.

Quindi, con un estremo atto di coraggio, il gruppo dirigente è riuscito a riportare a sintesi tutte le varie istanze, ha evitato rotture, e vi propone il seguente menu' unitario:


 
APERITIVO CON STUZZICHINI

CASSEOULA o, in alternativa, BACCALA' ALLA VICENTINA
(i più' golosi, se lavano i piatti, potranno assaggiare entrambe)

POLENTA e GORGONZOLA

TORTA

Acqua, vino, caffè.

Garantiti: - MENU' VEGANO  (con spezzatino di SEITAN e polenta)
- MENU' BAMBINI (con POLPETTE) da indicare al momento della prenotazione.

Costi: Euro 15 adulti, Euro 8 bambini fino a 12 anni.

Prenotarsi entro il 5 Novembre contattando Franca (340/5071459 franca.meraviglia@live.it) o Rosa (al Circolo Bell'Unione).

Vi aspettiamo, e Buon Appetito!

mercoledì 23 ottobre 2013

Solidarietà e Iniziativa

Sinistra per Canegrate esprime la propria solidarietà alla sezione ANPI di Legnano. L'attacco di cui è stata oggetto la Sede ANPI è da condannare senza mezzi termini. Servono, da parte di tutti i democratici, di tutti gli antifascisti, da parte delle Istituzioni, parole e azioni inequivocabili di condanna di tutti i tentativi, da parte di neofascisti e neonazisti, di far rivivere un passato che il sacrificio dei Partigiani e dei Democratici ha consegnato alla Storia. Purtroppo a volte il passato tenta di tornare. E' per questo che l'Antifascismo, di cui ANPI è l'espressione più alta, deve sempre essere guida di tutto il nostro agire e deve essere quidi azione quotidiana.




lunedì 7 ottobre 2013

Costituzione Via Maestra

Sinistra per Canegrate aderisce alla manifestazione Costituzione Via Maestra che si terrà a Roma sabato 12 ottobre in Piazza della Repubblica alle ore 14.00.



Per difendere la Costituzione e rivendicarne l'applicazione. 

Come è scritto nell'appello "La difesa della Costituzione è innanzitutto la promozione di un'idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. [...] Non è la difesa d'un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa."

Ecco il testo dell'appello che ha convocato l'assemblea dell'8 settembre da cui scaturisce il percorso di mobilitazione per la difesa e l'applicazione della Costituzione.

1. Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. La difesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testo scritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore, superato dai tempi. Non abbiamo forse, oggi più che mai, nella vita d’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazione bonificante nel nome dei principi e della partecipazione democratica ch’essa sancisce?
 

Invece, si è fatta strada, non per caso e non innocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; che essa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; che la solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione di individui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che il governo debba essere solo efficienza della politica economica al servizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque, un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto deve subordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che la democrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempo post-democratico: il tempo della sostituzione del governo della “tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica” democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme” – come sono state definite –, ineludibili per passare da una costituzione all’altra.

La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorso politico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà di cambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ci accorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzione che pone il lavoro alla base, a fondamento della democrazia: un articolo a lungo svalutato o sbeffeggiato come espressione di vuota ideologia. Oggi, riscopriamo il valore dell’uguaglianza, come esigenza di giustizia e forza di coesione sociale, secondo la proclamazione dell’art. 3 della Costituzione: un articolo a lungo considerato un’anticaglia e sostituito dall’elogio della disuguaglianza e dell’illimitata competizione nella scala sociale. Oggi, la dignità della persona e l’inviolabilità dei suoi diritti fondamentali, proclamate dall’art. 2 della Costituzione, rappresentano la difesa contro la mercificazione della vita degli esseri umani, secondo le “naturali” leggi del mercato. Oggi, il dovere tributario e l’equità fiscale, secondo il criterio della progressività alla partecipazione alle spese pubbliche, proclamato dall’art. 53 della Costituzione, si dimostra essere un caposaldo essenziale d’ogni possibile legame di cittadinanza, dopo tanti anni di tolleranza, se non addirittura di giustificazione ed elogio, dell’evasione fiscale. Ecco, con qualche esempio, che cosa è l’idea di società giusta che la Costituzione ci indica.

Negli ultimi anni, la difesa di diritti essenziali, come quelli alla gestione dei beni comuni, alla garanzia dei diritti sindacali, alla protezione della maternità, all’autodeterminazione delle persone nei momenti critici dell’esistenza, è avvenuta in nome della Costituzione, più nelle aule dei tribunali che in quelle parlamentari; più nelle mobilitazioni popolari che nelle iniziative legislative e di governo. Anzi, possiamo costatare che la Costituzione, quanto più la si è ignorata in alto, tanto più è divenuta punto di riferimento di tante persone, movimenti, associazioni nella società civile. Tra i più giovani, i discorsi di politica suonano sempre più freddi; i discorsi di Costituzione, sempre più caldi, come bene sanno coloro che frequentano le aule scolastiche. Nel nome della Costituzione, ci si accorge che è possibile parlare e intendersi politicamente in un senso più ampio, più elevato e lungimirante di quanto non si faccia abitualmente nel linguaggio della politica d’ogni giorno.

In breve: mentre lo spazio pubblico ufficiale si perdeva in un gioco di potere sempre più insensato e si svuotava di senso costituzionale, ad esso è venuto affiancandosi uno spazio pubblico informale più largo, occupato da forze spontanee. Strade e piazze hanno offerto straordinarie opportunità d’incontro e di riconoscimento reciproco. Devono continuare ad esserlo, perché lì la novità politica ha assunto forza e capacità di comunicazione; lì si sono superati, per qualche momento, l’isolamento e la solitudine; lì si è immaginata una società diversa. Lì, la parola della Costituzione è risuonata del tutto naturalmente.

3. C’è dunque una grande forza politica e civile, latente nella nostra società. La sua caratteristica è stata, finora la sua dispersione in tanti rivoli e momenti che non ha consentito di farsi valere come avrebbe potuto, sulle politiche ufficiali. Si pone oggi con urgenza, tanto maggiore quanto più procede il tentativo di cambiare la Costituzione in senso meramente efficientistico-aziendalistico (il presidenzialismo è la punta dell’iceberg!), l’esigenza di raccogliere, coordinare e potenziare il bisogno e la volontà di Costituzione che sono diffusi, consapevolmente e, spesso, inconsapevolmente, nel nostro Paese, alle prese con la crisi politica ed economica e con la devastazione sociale che ne consegue.

Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.

Lorenza Carlassare

Don Luigi Ciotti

Maurizio Landini

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky


Puoi trovare maggiori informazioni sulla manifestazione Qui.

lunedì 29 luglio 2013

IL BILANCIO COMUNALE di CANEGRATE, LO SCERIFFO DI NOTTINGHAM e ROBIN HOOD



Questo non è un racconto, ma solo una storia, o una storia possibile.

C'è qualcuno (forse il Principe Giovanni) che decide quante tasse il popolo deve pagare. 

Perchè il popolo paga le tasse?

Perchè lo Stato fornisce  dei servizi, che al popolo servono: strade, scuole, ospedali, eccetera eccetera.
Ma i servizi non li dà solo lo Stato, li danno anche le Regioni, le Provincie e i Comuni.
Il popolo non conosce personalmente il Principe Giovanni, che sta a Roma, ma conosce bene chi chiede le tasse comunali (lo Sceriffo di Nottingham). E quindi, il Principe Giovanni decide di mandare meno soldi ai Comuni, e dice allo Sceriffo, che se vuole continuare a dare al popolo gli stessi servizi, deve aumentare le tasse.
E qui, come nel racconto, dovrebbe entrare in gioco Robin Hood. 
Un Robin Hood che si rispetti non ha il potere, ma fa una cosa: TOGLIE AI RICCHI PER DARE AI POVERI.
Il nostro Robin moderno chiama la cosa REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA, o più semplicemente: suggerisce di aumentare le tasse il meno possibile e di fare tagli mirati alle spese, SALVAGUARDANDO CHI HA DAVVERO BISOGNO, e chiedendo qualcosa di più (o dando qualcosa di meno) a chi se lo può permettere.
Ed è questo che a Canegrate hanno fatto Robin Hood,  lo Sceriffo di Nottingham e la maggioranza.

Ma Robin Hood non dovrebbe stare all'opposizione? Pare di no!

A Canegrate l'opposizione si limita a fare critiche generiche, non partecipa ai momenti di approfondimento e di dibattito, non fa alcuna proposta concreta.
Tornando alla realtà, l'Amministrazione Comunale di Canegrate ha approvato il Bilancio di previsione del Comune rispettando il Patto di Stabilità, per evitare pensanti sanzioni. Nonostante i drastici tagli effettuati dallo Stato e dalla Regione nei trasferimenti, i servizi sono stati salvaguardati, tramite interventi mirati di razionalizzazione e gli aumenti sono stati contenuti e specifici. E' bene ricordare che presso la Tesoreria centrale il nostro Comune ha 2milioni e 700mila Euro che non può utilizzare, ed il famigerato patto impedisce di contrarre mutui per finanziare le opere pubbliche.
La minoranza si è invece dimostrata politicamente inconsistente, perchè si è limitata a generiche critiche, senza alcuna proposta concreta, fattibile. Avrebbe infatti potuto presentare degli emendamenti, cosa che non ha fatto; nessuno di loro ha partecipato all'assemblea pubblica di presentazione del Bilancio; ritengono inutile il Bilancio partecipativo, affermando che i problemi dei cittadini già si conoscono, e quindi è inutile coinvolgerli in prima persona.
A questo, punto, come “Sinistra per Canegrate”, ci chiediamo: a cosa serve questa minoranza?

Canegrate, 24 Luglio 2013