mercoledì 12 dicembre 2012

Vieni alla Festa di Natale!



LA CRISI TI DEPRIME?
IL RITORNO DI BERLUSCONI TI ANGOSCIA?
TI SENTI DEBILITATO DAL FREDDO E  DALLE PRIMARIE?
A NATALE NON HAI VOGLIA DI ESSERE BUONO?
PENSI CHE IL 2013 SARA' UNA SCHIFEZZA?

Reagisci: dai un calcio al pessimismo!

FESTEGGIA CON I TUOI AMICI E CON DEI PERFETTI SCONOSCIUTI!!!
PREPARATI AL NATALE E AL NUOVO ANNO PARTECIPANDO

ALL'ORRIDA TOMBOLA DI NATALE



 

Domenica 23 Dicembre ore 20 al Circolo Bell'Unione di Canegrate

abbiamo organizzato per te una Festa “Tam-tam” dove: si mangia (quello che ognuno porta), si beve, ci si scambia regali, si gioca a Tombola con il grande Mago RUFUS, si ascolta musica, si chiacchiera, se si vuole si canta e si balla!!!!

Istruzioni a cui attenersi:

                    ognuno può invitare i suoi amici e parenti (serpenti non ammessi)
                    ognuno deve portare: - una cosa da mangiare; - un regalino (possibilmente non riciclato) del valore   indicativo di 5 Euro, che deve essere impacchettato e avere un biglietto che indichi se è per uomo, donna, bambino, o per chiunque;
 -         un oggetto orrendo (riciclato) come premio per l'orrida tombola, non impacchettato; 
-          5 Euro che serviranno per pagare le bevande (acqua, vino, bibite, caffè, spumante)
                    se ci dite in quanti venite e cosa portate da mangiare è meglio, altrimenti fate voi.
        Per informazioni: contattare Franca (340/5071459) o Marina (338/7797076).


giovedì 22 novembre 2012

"Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti" di Italo Calvino

“C’era un paese che si reggeva sull’illecito Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.
[……]
Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili.
In quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d’un regolamento di conti d’un centro di potere contro un altro centro di potere.
Cosicché era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle battaglie intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e d’interessi illeciti come tutti gli altri.
[…..]
Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.
Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile.
Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una contro società di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una contro società che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la contro società degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è. ”

 [Tratto da Romanzi e racconti – volume 3°, Racconti e apologhi sparsi, i Meridiani, Arnoldo
Mondadori editore. Pubblicato su la Repubblica, 15 marzo 1980].

martedì 13 novembre 2012

Lavoratori? PRRRRRRRRR!!!!!!

Visto che in questi giorni si parla delle modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, mi è tornata alla mente questa memorabile scena, tratta da "I vitelloni" del grande Fellini.




Una curiosità: il termine vitelloni è un'espressione che veniva utilizzata a Pescara nell'immediato dopoguerra (il film è del 1953).  Il termine vitellò (vitellone), infatti, era usato a Pescara per indicare quei giovani nullafacenti che trascorrevano le loro giornate senza lavorare. A quel tempo, tra i giovani era facile salutarsi dicendo "Uhe vitellò cum'a sti'?" ("ehi vitellone, come stai?"), sia perché la disoccupazione giovanile era dilagante, sia perché il termine era entrato nel gergo comune. 
Questo termine, utilizzato nel dialetto pescarese, è andato scomparendo nel corso degli anni.








domenica 4 novembre 2012

Cena 10 novembre



 Sabato 10 Novembre  alle ore 20.00

Presso il Circolo di Canegrate

CENA di AUTOFINANZIAMENTO

Per una politica pulita e … per festeggiare

Il menù principale sarà costituito da:
antipasto con salame nostrano
cotechino caldo e crema di lenticchie
 polenta e cassoeula
vino
 acqua
  caffè.
Menù privo di carne per i vegetariani
Naturalmente per tutti polenta e zola

Il costo sarà di 20 euro a persona, 10 euro per i ragazzi al di sotto dei 12 anni,
gratuito per i bimbi sotto i 6 anni.

Le prenotazioni saranno raccolte entro mercoledì 7 novembre da Rosa Bortignon
(3403630609) e Gerry Bienati (gerryfracastoro@gmail.com); è importante segnalare
al momento della prenotazione se si desidera un menù vegetariano.

martedì 30 ottobre 2012

Oltre l'orizzonte



L'Italia. Parte III  
Guardare al passato serve per capire una parte del futuro. Andate a leggere o ricordate tutti quelli che gridavano al fallimento del nostro paese. Fra qualche giorno,  fra qualche mese, dicevano, saremo nelle stesse condizioni dei paesi falliti. Certo , fra qualche anno , qualche secolo...... tutto e' possibile . Imperi immortali si sono estinti ,la storia ce lo insegna . Valutare giorno per giorno le modifiche della realta' aiuta la consapevolezza di tutti noi . Pronti a cambiare opinione se i dati empirici ci dimostrano cose differenti da quello che crediamo. Non condivido quasi niente delle decisioni prese dagli ultimi governi italiani. In campagna elettorale , lo sapete , in molti lo diranno . Andate a rileggere o ricordare quello che hanno detto ma sopratutto fatto negli ultimi anni anche questo rende consapevoli. Quello che e' certo e' che seppur massacrando le parti piu' deboli della societa' e non andando a risolvere le vere cause della crisi, dal punto di vista strettamente matematico i conti del sistema pubblico italiano sono molto piu' virtuosi di altri paesi considerati sani. Ho evidenziato con dati concreti questa realta' in altre mail . Tutto questo pero' non significa che siamo al riparo da altre bufere scatenate dai sedicenti Mercati e dalle conseguenze di politiche economiche che si stanno ritorcendo contro le stesse economie che si vorrebbero risollevare. Al contrario, noi tutti , ogni giorno , viviamo e osserviamo le pessime condizioni di sempre piu' ampi strati di popolazione . Voi sapete che ho scarsa stima delle opinioni di istituzioni come il FMI,che come ho detto venerdi scorso dopo aver sostenuto politiche ultra recessive ci prendono anche in giro dicendo che hanno messo un numero sbagliato nella formula magica del risanamento economico. Vale la pena pero' di leggere quello che dicono dell'Italia . In particolare sul sistema pensionistico che rappresentera' nei prossimi anni uno dei fattori decisivi per valutare le prospettive dei bilanci dei vari paesi . La quantita' delle risorse impiegate in questo settore determineranno la salute economica  dei vari stati. "La riforma italiana sulle pensioni è la migliore del mondo. L'Italia sarà l'unico grande paese dell'Eurozona a registrare un avanzo strutturale nel 2013". e' questa la sostanza delle analisi del FMI che per bocca del suo presidente Christine Lagarde ha annunciato recentemente al mondo le condizioni del nostro paese . Secondo i dati del FMI, l'Italia sarà anche l'unico grande Paese dell'Eurozona a registrare un avanzo strutturale nel 2013. Il surplus, affermano i tecnici del Fondo, risulterà pari allo 0,7%, contro un disavanzo aggiustato per il ciclo dello 0,5% nel 2012. L'avanzo primario è stimato pari al 2,6% quest'anno, al 3,6% il prossimo e poi in lenta risalita fino al 5% nel 2017. Il percorso intrapreso consentirà di invertire la tendenza alla crescita del debito sin dal 2014.  Malgrado la pesante recessione degli ultimi mesi, nel 2013 il bilancio, oramai in pareggio strutturale, al netto del ciclo economico registrerà un attivo pari allo 0,7% del pil (dal -0,5% del 2012) grazie a manovra correttive che nel biennio 2012-2013 toccheranno i 3,4 punti percentuali di pil.  Al netto del ciclo stesso il deficit tricolore nel biennio in questione si ridurrà dal 2,7% all'1,8%, il valore più basso tra i paesi del G7, con la sola eccezione della Germania. In ascesa seppur marginale, il debito pubblico, che nello stesso periodo passa dal 126,3% del pil al 127,8%. Non prendete tutto per dati acquisiti. Il FMI non ha scorto , o non ha voluto scorgere altre tempeste che ho annunciato arriveranno nei mesi e anni prossimi. La sostanza pero' e' quella . Io ho la presunzione ( ditemelo se sbaglio ) che tutti i dati importanti che vengono pubblicizzati sul nostro paese vengono in un modo o in altro conosciuti da tutti . E' spesso per questo motivo che molti di questi dati non li commento nelle mie mail . 
Alcuni  di questi pero' li sottolineo e permettetemi di dire ( anche se non mi piace molto ricordarlo direttamente da me stesso ) io lo avevo detto !
Nuove erogazioni a picco: -35% in 9 mesi. Il capo dell’Inps Mastrapasqua:
«Presto meglio della Germania» La pensione è un sogno che, per gli italiani, si allontana sempre di più. I lavoratori italiani (anche senza le nuove regole imposte dalla riforma Fornero, che deve ancora entrare a regime) accedono ai trattamenti di quiescenza sempre più tardi. Nei primi 9 mesi dell’anno il numero delle nuove pensioni è crollato del 35,5% rispetto allo stesso periodo del 2011. CorrieredellaSera. Ieri il nostro Presidente del consiglio ha ricordato che se il nostro paese sta ancora a galla lo deve anche alla solidita' ( media , dico io ) finanziaria delle famiglie italiane . Ricordando a lui che ben poco , lui , ha fatto per le famiglie italiane non posso che essere d'accordo. Il poco indebitamento privato italiano e' una delle forze determinanti . In passato l'ho evidenziato . Ora un recente studio della nota banca elvetica Credit Suisse non fa che confermare questo. Questo report mette a nudo diversi aspetti della crisi, aspetti che hanno inesorabilmente colpito anche il nostro paese. Parliamo di ricchezza, crisi immobiliare, impatto della crisi sulle famiglie. Ma attenzione. La cosa che più mi ha colpito è stato il rapporto tra il debito e la ricchezza degli italiani. Un rapporto che ci fa vedere uno stato indubbiamente molto indebitato ma anche una ricchezza media fuori dalla media globale. La ricchezza finanziaria netta delle famiglie (pari a 2,38 volte il reddito disponibile) è invece una grande ricchezza per il nostro Paese che va tutelato e utilizzato al meglio, e deve anche essere tenuta in seria considerazione quando si valuta la solidità finanziaria di un emittente, nella fattispecie la Repubblica Italiana, oltre che per valutare i vari piani di “rientro” dagli eccessi del debito (fiscal compact). Riporto anche due grafici che ho gia' evidenziato in passato. 



        Tenuto conto che, a mio parere, alcuni stati , legalmente o meno , non calcolano correttamente il loro debito pubblico , non siamo messi malissimo. Il dibattito , che non e' recente, sulla produttivita', oltre ad ignorare il fatto che questa si puo' aumentare facendo investimenti sulla tecnologia di produzione e innovazione dei prodotti ( i recenti dati stratosferici sulle nostre esportazioni dimostrano che sono essenziali per raggiungere certi obiettivi ) esclude altri argomenti . Non si ricorda mai che in tutte le aziende, seguite dai sindacati , da anni ci sono contratti interni che prevedono quote di salari legate alla produttivita aziendale . Nelle altre questa voce viene distribuita , dove viene fatto , direttamente dal titolare. La mancanza di una politica industriale , energetica , in sostanza , di sviluppo programmato e' stata quasi esclusivamente basata sulla diminuzione reale dei salari. Questa non puo' che portare ad una diminuzione della possibilta' di spesa . I recenti dati lo confermano . 25 ottobre (Reuters) - Nel mese di settembre le retribuzioni contrattuali orarie sono salite dello 0,1% rispetto ad agosto e dell'1,4% su base annua. Lo rende noto l'Istat, spiegando che ad agosto le retribuzioni erano cresciute dello 0,1% in termini congiunturali e dell'1,6% su base annua. Il differenziale tra la crescita tendenziale delle retribuzioni e la crescita dell'inflazione (+3,2%) sale a 1,8 punti percentuali da 1,6. Il direttore studi di Confcommercio, Mariano Bella , recentemente ha detto che dal 2007 ad oggi mediamente una famiglia ha perso 5000 Euro di reddito annuali e ha ridotto di 2800 Euro le proprie spese all'anno. A completare il quadro l'ISTAT dice che i salari reali sono rimasti al palo in Italia negli ultimi 20 anni. «Tra il 1993 e il 2011 - spiega l'Istat - le retribuzioni contrattuali mostrano, in termini reali, una variazione nulla, mentre per quelle di fatto si rileva una crescita di quattro decimi di punto l'anno».   
Il rapporto Censis Confcommercio emesso da qualche giorno e' chiaro. 
«Quasi una famiglia su cinque non riesce a far fronte alle spese con il proprio reddito»;
  «due su tre va in pareggio ma non riesce a mettere da parte nulla»;
  «il 65% delle famiglie va sostanzialmente in pari tra entrate ed uscite»;
  «un 18% che non e’ riuscito a coprire per intero, nell’ultimo semestre, le spese con il proprio reddito»;
  «appena il 17% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare parte del reddito dopo aver coperto tutte le spese»;
  «4,5 milioni di famiglie la cui maggioranza ricorre ai risparmi in banca (56%), mentre il 21% si indebita o posticipa i pagamenti». Quella ricchezza di cui parlavo prima va diminuendo. Completo il quadro con L'Italia che traina da anni la triste classifica dei peggiori paesi dell'Ocse quanto a incidenza sul costo del lavoro di Irpef e contributi sociali (a carico di datori e dipendenti), al netto degli assegni familiari.
Nel 2011 il peso delle tasse sulla busta paga era al 47,6%, superiore di 5,5 punti alla media dell'Eurozona (42,5%). Addirittura 9 punti per un lavoratore con coniuge e due figli a carico (38,6%). Anche se superfluo ricordo che trasformare l'evasione e l'elusione  fiscale e contributiva da azioni tollerate e a volte giustificate in tabu' che penalizzano l'intera collettivita' sono essenziali. Solo queste politiche possono concretamente portare a diminuzioni di tasse e contributi sopratutto sui redditi da lavoro. Ho parlato di paesi dove i prezzi immobiliari gonfiatisi negli anni hanno causato bolle immobiliari che hanno devastato il mondo oltre che gli stessi paesi. Altre si stanno gonfiando. In Italia io penso che non ci troveremo in una di quelle situazioni.
Nel secondo trimestre di quest'anno l'indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie scende dello 0,4% in termini congiunturali e dell'1,7% su base annua. Sul calo tendenziale pesa il ribasso segnato dalle case gia' esistenti (-3,6%), mentre le nuove sono in rialzo (+2,8%).

Lo rileva l'Istat, che per la prima volta ha pubblicato il dato sul valore delle proprieta' immobiliari in Italia. Certamente questo va ad influire negativamente anche  sui bilanci delle nostre banche . Di fatto, i prezzi delle case in Italia sono crollati in termini reali -16% dal 2008, il 44% dei prestiti delle banche è legato al settore. Questo significa - stando alle stime di AlixPartners - che le banche potrebbero essere prossime ad accusare perdite - sulla scia del crollo dei prezzi delle abitazioni - tra 9 e 65 miliardi di euro, oltre ai 23 miliardi di euro legati ai crediti inesigibili venutisi a creare con la recessione. L'esposizione delle banche italiane verso il settore immobiliare - mutui e prestiti alle società attive nel mercato immobiliare - è di 662 miliardi di euro, contro i 951 miliardi di euro della Spagna. Spero di aver fatto un quadro abbastanza completo della situazione del nostro paese . Le dimensioni della disoccupazione del disagio sociale  li conoscete ampiamente. Sono convinto che ci sara' ancora da soffrire fra alti e bassi nei prossimi anni . 
Abbiamo pero' delle risorse che altri , per loro fortuna o scelta non hanno. 
  Paolo.