giovedì 7 febbraio 2013

Tavola Rotonda e Dibattito


ELEZIONI REGIONALI IN 
LOMBARDIA 
               UNITI POSSIAMO VINCERE
 Sinistra per Canegrate vi invita a partecipare alla

TAVOLA ROTONDA e DIBATTITO 
con candidati di liste che appoggiano
UMBERTO AMBROSOLI  
 lunedì 18 FEBBRAIO alle ore 21
presso l'Aula Consiliare del Comune di Canegrate
Via Manzoni 1
Parteciperanno: 
DIANA DE MARCHI - Partito Democratico
KHOUMA ABDOULAYE (PAP) - Sinistra Ecologia Libertà
LUCIANO MUHLBAUER - Etico a Sinistra
MARIO RICCIO - Partito Socialista Italiano 

Coordina la tavola rotonda il giornalista GIGI MARINONI

Sarà un'occasione per conoscere alcuni candidati e le liste che lavorano per la vittoria del Centro Sinistra in Lombardia.

venerdì 1 febbraio 2013

ABC di Wislawa Szymborska

Ormai non saprò più
cosa di me pensasse A.
Se B. fino all’ultimo non mi abbia perdonato.
Perchè C. fingesse che fosse tutto a posto.
Che parte avesse D. nel silenzio di E.
 
Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa.
Perchè G. facesse finta, benchè sapesse bene.
Cosa avesse da nascondere H.
Cosa volesse aggiungere I.
 
Se il fatto che io c’ero, lì accanto,
avesse un qualunque significato
per J. e per K. e per il restante alfabeto.
 
 
 

Chi sarà B.???
 
Se vi volete divertire (e con buona pace della Szymborska) provate a rileggere la poesia sostituendo alle iniziali i nomi dei politici che più vi aggradano.
 Potrebbero uscirne delle trame interessanti..........

giovedì 24 gennaio 2013

Giornata della Memoria

Sezione di Canegrate
con il Patrocinio del Comune di Canegrate


In occasione della "Giornata della Memoria"

organizza l'incontro

LE DEPORTAZIONI NAZISTE

a cura di GIUSEPPE PALEARI   ricercatore e documentarista

con interventi telefonici di una ex deportata e un ex deportato
e la partecipazione del gruppo musicale
I NUMANTINI


SABATO 26 GENNAIO 2013
ore 20.45 Aula Consiliare  Via Manzoni 1 Canegrate

Ingresso libero

mercoledì 23 gennaio 2013

Salviamo il paesaggio

Contro il consumo di suolo e di territorio ci sono oltre 13 mila persone a titolo individuale e 879 organizzazioni schierate e riunite nel  Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
Il Forum nazionale è nato  nell'ottobre 2011 a Cassinetta di Lugagnano, in Provincia di Milano. Obiettivo del Forum è quello di aggregare differenti soggetti accomunati dall’intento di imprimere una forte accelerazione alla necessità di considerare come una assoluta emergenza il progredire “incontrollato” del consumo di suolo/territorio nel nostro Paese.
Al nord (Lombardia in primis) i dati sulla cementificazione già realizzata sono più alti che nel mezzogiorno, ma le previsioni urbanistiche fanno intuire un rapido assestamento: ovunque pare imperare il dogma del “nuovo mattone”. 


Il Mercato pare sentenziare – per la prima volta nella storia economica del dopoguerra – il crollo delle vendite immobiliari per i nuovi edifici, a fronte di una lieve crescita del mercato delle ristrutturazioni. Ultimamente le associazioni delle imprese venete (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confcooperative) hanno pubblicato un annuncio su tutti i quotidiani locali invitando la Regione a modificare le proprie strategie, con questo chiarissimo appello: “Basta sprecare territorio”. 

Si sta elaborando una Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare che verrà prossimamente sottoposta all’attenzione ed alla sottoscrizione dei cittadini-elettori, attraverso la quale si intende proporre al Parlamento di rendere obbligatoria, per legge, una precisa metodologia per tutti i processi di pianificazione urbanistica comunale. Solo se si dispone di dati sulla situazione odierna (patrimonio edilizio disponibile, rapporto tra verde pubblico e superficie totale, andamenti demografici ecc.) si può produrre una corretta pianificazione. Che, in ogni caso, deve essere partecipata con tutti i cittadini.

Parzialmente tratto da Ideegreen.it




mercoledì 16 gennaio 2013

Aforismi in saldo




L'Africa ha l'AIDS, l'America del Sud ha la droga, l'Islam ha il terrorismo, il Terzo mondo ha il debito. Gli unici successi occidentali sono i virus elettronici e il crack della borsa.
Jean Baudrillard


Recessione è quando il tuo vicino perde il posto; depressione è quando lo perdi tu.
Harry Truman


Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola.
Anton Cechov, Quaderni, 1891-1904


Non c'è bisogno di bruciare i libri per distruggere una cultura. Basta convincere la gente a smettere di leggere.
Ray Bradbury

mercoledì 12 dicembre 2012

Vieni alla Festa di Natale!



LA CRISI TI DEPRIME?
IL RITORNO DI BERLUSCONI TI ANGOSCIA?
TI SENTI DEBILITATO DAL FREDDO E  DALLE PRIMARIE?
A NATALE NON HAI VOGLIA DI ESSERE BUONO?
PENSI CHE IL 2013 SARA' UNA SCHIFEZZA?

Reagisci: dai un calcio al pessimismo!

FESTEGGIA CON I TUOI AMICI E CON DEI PERFETTI SCONOSCIUTI!!!
PREPARATI AL NATALE E AL NUOVO ANNO PARTECIPANDO

ALL'ORRIDA TOMBOLA DI NATALE



 

Domenica 23 Dicembre ore 20 al Circolo Bell'Unione di Canegrate

abbiamo organizzato per te una Festa “Tam-tam” dove: si mangia (quello che ognuno porta), si beve, ci si scambia regali, si gioca a Tombola con il grande Mago RUFUS, si ascolta musica, si chiacchiera, se si vuole si canta e si balla!!!!

Istruzioni a cui attenersi:

                    ognuno può invitare i suoi amici e parenti (serpenti non ammessi)
                    ognuno deve portare: - una cosa da mangiare; - un regalino (possibilmente non riciclato) del valore   indicativo di 5 Euro, che deve essere impacchettato e avere un biglietto che indichi se è per uomo, donna, bambino, o per chiunque;
 -         un oggetto orrendo (riciclato) come premio per l'orrida tombola, non impacchettato; 
-          5 Euro che serviranno per pagare le bevande (acqua, vino, bibite, caffè, spumante)
                    se ci dite in quanti venite e cosa portate da mangiare è meglio, altrimenti fate voi.
        Per informazioni: contattare Franca (340/5071459) o Marina (338/7797076).


giovedì 22 novembre 2012

"Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti" di Italo Calvino

“C’era un paese che si reggeva sull’illecito Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.
[……]
Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili.
In quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d’un regolamento di conti d’un centro di potere contro un altro centro di potere.
Cosicché era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle battaglie intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e d’interessi illeciti come tutti gli altri.
[…..]
Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.
Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile.
Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una contro società di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una contro società che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la contro società degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è. ”

 [Tratto da Romanzi e racconti – volume 3°, Racconti e apologhi sparsi, i Meridiani, Arnoldo
Mondadori editore. Pubblicato su la Repubblica, 15 marzo 1980].