domenica 19 maggio 2013

Più diritti, meno discriminazioni



COMUNICATO STAMPA

A CANEGRATE PIU' DIRITTI E  MENO DISCRIMINAZIONI


Nel Consiglio Comunale di Canegrate del 13 Maggio scorso è stata approvata la mozione presentata dalla lista “Canegrate Insieme” che impegna il Consiglio e la Giunta ad istituire il “REGISTRO DELLE  UNIONI CIVILI E DELLE CONVIVENZE”.
La mozione, che è stata votata con appello nominale, è stata approvata dall'intera maggioranza (la lista “Canegrate Insieme”, e al suo interno anche dei Consiglieri che fanno riferimento a “Sinistra per Canegrate”)  ed ha avuto voto negativo da parte delle opposizioni.
Come “Sinistra per Canegrate” consideriamo questo documento di estrema importanza, soprattutto simbolica, in quanto è il primo necessario passo per iniziare un percorso volto ad estendere dei diritti a persone che ora ne sono prive.
Si tratta, infatti, di dare dignità ad unioni basate su vincoli affettivi (tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso) o su ragioni di  reciproca assistenza morale e/o materiale.
Alcune coppie (le coppie omosessuali) non vedono riconosciuto, dalle Leggi dello Stato, alcun diritto, ed il fatto che un Comune, per quanto di sua competenza, riconosca invece loro uguali diritti nell'accesso ai servizi comunali rispetto alle coppie eterosessuali coniugate è un primo importante segnale volto a superare una discriminazione.
Anche le coppie eterosessuali, che per scelta o per necessità, non possono o non vogliono contrarre matrimonio e le persone che a vario titolo hanno una stabile convivenza potranno contare su pari opportunità, sempre per quanto riguarda le competenze del Comune.  
Siamo consapevoli del fatto che solo la legislazione statale potrà superare le discriminazioni ora presenti nella nostra società, ma pensiamo anche che occorra fare tutto ciò che è possibile per dare attuazione ai principi della Costituzione della Repubblica, per estendere un diritto a persone che ne sono prive.
Come “Sinistra per Canegrate” esprimiamo la nostra soddisfazione circa l'atteggiamento coerente e unitario della lista “Canegrate Insieme” e denunciamo invece le prese di posizione tenute dalle opposizioni.
Le opposizioni hanno infatti motivato il loro voto contrario, chi considerando la mozione inutile, chi considerando il “registro” un costo per il Comune, chi con motivazioni ideologiche integraliste e fondamentaliste, confondendo un'estensione di un diritto con un attacco alla famiglia basata sul matrimonio.
Ci auguriamo che il dibattito e il confronto con e tra i cittadini di Canegrate, che la maggioranza si è impegnata a promuovere, possa far comprendere, invece, che  un'estensione di un diritto non significa certo ledere alcun diritto a  persone che già ne godono. Il riconoscimento delle unioni civili (tra cui anche quelle omosessuali) è un fatto positivo per la società. Significa riconoscere il valore dell'amore, della solidarietà, dell'aiuto reciproco (anche materiale e /o economico): è rendere esplicito e legittimo un vincolo tra due persone che decidono liberamente di assumersi la responsabilità l'uno dell'altro.   

Canegrate, 15 Maggio 2013


                                              

sabato 27 aprile 2013

PRIMO MAGGIO



                   
       Il Primo maggio: storia e significato di una ricorrenza


Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese :
"Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi".
Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue.

Man mano che ci si avvicina al 1 maggio 1890 le organizzazioni dei lavoratori intensificano l'opera di sensibilizzazione sul significato di quell'appuntamento.

"Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 - ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!".

Da parte loro i governi, più o meno liberali o autoritari, allertano gli apparati repressivi.
In Italia il governo di Francesco Crispi usa la mano pesante, attuando drastiche misure di prevenzione e vietando qualsiasi manifestazione pubblica sia per la giornata del 1 maggio che per la domenica successiva, 4 maggio.

In diverse località, per incoraggiare la partecipazione del maggior numero di lavoratori, si è infatti deciso di far slittare la manifestazione alla giornata festiva.

Del resto si tratta di una scommessa dall'esito quanto mai incerto: la mancanza di un unico centro coordinatore a livello nazionale - il Partito socialista e la Confederazione generale del lavoro sono di là da venire - rappresenta un grave handicap dal punto di vista organizzativo. Non si sa poi in che misura i lavoratori saranno disposti a scendere in piazza per rivendicare un obiettivo, quello delle otto ore, considerato prematuro da gran parte dei dirigenti del movimento operaio italiano o per testimoniare semplicemente una solidarietà internazionale di classe.

Proprio per questo la riuscita del 1 maggio 1890 costituisce una felice sorpresa, un salto di qualità del movimento dei lavoratori,che per la prima volta dà vita ad una mobilitazione su scala nazionale, per di più collegata ad un'iniziativa di carattere internazionale.
 
Anche negli altri paesi il 1 maggio ha un'ottima riuscita:

Il 1 maggio 1891 conferma la straordinaria presa di quell'appuntamento e induce la Seconda Internazionale a rendere permanente quella che, da lì in avanti, dovrà essere la "festa dei lavoratori di tutti i paesi".



 Tra ottocento e novecento


Inizia così la tradizione del 1 maggio, un appuntamento al quale il movimento dei lavoratori si prepara con sempre minore improvvisazione e maggiore consapevolezza. L'obiettivo originario delle otto ore viene messo da parte e lascia il posto ad altre rivendicazioni politiche e sociali considerate più   impellenti. La protesta per le condizioni di miseria delle masse lavoratrici anima le manifestazioni di fine Ottocento.

  Il 1 maggio 1898 coincide con la fase più acuta dei "moti per il pane", che investono tutta Italia e hanno il loro tragico epilogo a Milano. Nei primi anni del Novecento il 1 maggio si caratterizza anche per la rivendicazione del suffragio universale e poi per la protesta contro l'impresa libica e contro la partecipazione dell'Italia alla guerra mondiale.

Si discute intanto sul significato di questa ricorrenza: giorno di festa, di svago e di divertimento oppure di mobilitazione e di lotta ?

Un binomio, questo di festa e lotta, che accompagna la celebrazione del 1 maggio nella sua evoluzione più che secolare, dividendo i fautori dell'una e dell'altra caratterizzazione.

Qualcuno ha inteso conciliare gli opposti, definendola una "festa ribelle", ma nei fatti il 1 maggio è l'una e l'altra cosa insieme, a seconda delle circostanze più lotta o più festa.

Il 1 maggio 1919 i metallurgici e altre categorie di lavoratori possono festeggiare il conseguimento dell'obiettivo originario della ricorrenza: le otto ore.



   Il ventennio fascista

Nel volgere di due anni però la situazione muta radicalmente: Mussolini arriva al potere e proibisce la celebrazione del 1 maggio.

Durante il fascismo la festa del lavoro viene spostata al 21 aprile, giorno del cosiddetto Natale di Roma; così snaturata, essa non dice più niente ai lavoratori, mentre il 1 maggio assume una connotazione quanto mai "sovversiva", divenendo occasione per esprimere in forme diverse - dal garofano rosso all'occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria - l'opposizione al regime.



 
        Dal dopoguerra a oggi

All'indomani della Liberazione, il 1 maggio 1945, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d'Italia in un clima di entusiasmo.

Appena due anni dopo il 1 maggio è segnato dalla strage di Portella della Ginestra, dove gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio.

Nel 1948 le piazze diventano lo scenario della profonda spaccatura che, di lì a poco, porterà alla scissione sindacale. Bisognerà attendere il 1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa.
Che anche se modificate rispetto alle forme tradizionali hanno un loro valore

Sta noi che dell'importanza di questa giornata conserviamo il ricordo trasmetterla  alle nuove generazioni



 Gianna  Malanchini

domenica 21 aprile 2013

Che fine hanno fatto i referendum???



Sinistra per Canegrate ha partecipato attivamente alla raccolta firme "LOTTOPERILDICIOTTO".

Ma che fine hanno fatto i Referendum?

Di fatto, tra elezioni anticipate, risultati elettorali, difficoltà performare un governo, elezioni del  Presidente della Repubblica, sembrerebbe che il tema dei diritti di chi lavora non sia importante.

Ecco quindi un aggiornamento.

Le firme raccolte sono state consegnate, e sono sufficienti per indire i Referendum.
Lo scioglimento anticipato delle Camere non sembra permettere l'indizione dei Referendum nel 2014. Sarebbe stato sufficiente attendere una decina di giorni nel sciogliere le Camere. A questo punto, purtroppo
nascono dei dubbi se, per quello che è  accaduto con le elezioni anticipate, le firme rimangono ancora valide. Sarà posto, da parte di alcuni promotori, presso la Corte Costituzionale, ricorso contro la contraddizione di due norme di legge: l'una che determina i tempi per la raccolta delle firme e l'altra che le cambia se ci sono elezioni anticipate.
Comunque, esistono già delle proposte di Legge che, se approvate,renderebbero nulle le modifiche all'art. 18 e all'art. 8.

Purtroppo, in questo momento, in Parlamento sono in tutt'altre faccende affaccendati!!!!


venerdì 29 marzo 2013

COMUNICATO STAMPA




Sinistra per Canegrate ritiene sconcertante la polemica sorta attorno all’adesione della Giunta Comunale di Canegrate alla manifestazione indetta dalle Amministrazioni Comunali della Val di Susa lo scorso 23 Marzo.

Troviamo utile ribadire la piattaforma della manifestazione:

-                     revisione del patto di stabilità interno;
-                     rimodulazione dell’IMU;
-                   ridefinizione del gettito ai Comuni, non attraverso tagli trasversali, ma con analisi puntuali su  eventuali  sprechi e reali fabbisogni;
-                     attivazione di urgenti politiche di sviluppo del lavoro, a favore dei cittadini e delle imprese;
-                     ripensamento complessivo sulle grandi opere pubbliche.

Facciamo notare che sono tutte parole d’ordine condivise anche dall’ANCI   (Associazione Nazionale dei Comuni  Italiani), ribadite nella manifestazione del  21 Marzo a Roma, e sostenuta da tutti i Comuni soci, tra cui Canegrate.
Nel richiedere un ripensamento delle grandi opere, noi riteniamo che si faccia l’interesse dei cittadini di Canegrate. E’ infatti meglio spendere 24 miliardi (VENTIQUATTRO MILIARDI!) di Euro per un’opera di dubbia utilità, che sarà pronta (forse) nel 2030 o distribuirli oggi sul territorio, per piccoli opere molto più utili, quali ad esempio, sistemazione scuole e strade?
PDL, Lega e una parte del PD preferiscono le grandi opere, come quella  in Val di Susa, anche se le Comunità locali sono nettamente contrarie; la Sinistra preferisce usare i soldi pubblici per tante piccole opere sul territorio, che, tra l’altro, darebbero lavoro alle piccole e medie aziende locali.

Come Sinistra per Canegrate, sosteniamo pertanto la posizione del Sindaco e della Giunta, e chiediamo loro di continuare a difendere gli interessi dei nostri cittadini e delle comunità locali.


domenica 10 marzo 2013

Riflessioni post-elettorali

Pubblichiamo qui delle riflessioni post-elettorali aperte ai commenti. Le riflessioni sono individuali e come tali vanno considerate.
Il link che rimanda ai dati relativi al Comune di Canegrate lo trovate QUI.




CHE DELUSIONE....NON ABBIAMO VINTO!!!
di Franca Meraviglia

Io sulla Lombardia ci credevo tantissimo; mi chiedevo: come si può eleggere di nuovo chi ci ha regalato i “Trota”, le “Minetti”, la sanità privatizzata e ridotta ad affare privato, gli scandali, le connivenze con la mafia, le piccole e grandi ruberie?
Eppure è successo: li hanno votati di nuovo ed hanno vinto.

E a livello nazionale, il Centrosinistra ha vinto, ma da solo non può governare.
Ci rimane la soddisfazione di una Lega Nord e di un PDL dimezzati nei voti.
La destra radicale, addirittura, ha perso quasi il 60 % dei voti.
Il Pd, invece, ha perso “solo” il 28 % dei voti.
E questi voti a chi sono andati? In parte alla nuova aggregazione di Centro di Monti, ma soprattutto al Movimento 5 Stelle, che ha avuto circa 8.700.000 voti!

La sinistra radicale ha avuto una rimonta, rispetto al 2008 (più 30%) ma non è stata convincente. Non è riuscita ad attrarre il voto di protesta, ma nemmeno il voto di chi è disoccupato, di chi vive solo grazie agli ammortizzatori sociali, di chi con la sua pensione mantiene i suoi figli e i suoi nipoti. Non ci ha votati neppure chi non arriva alla quarta settimana, chi pensa che la scuola sia allo sfascio, i giovani che non riescono ad immaginarsi un futuro, le coppie che si chiedono se è il caso di fare figli, le donne che si sentono ricacciate indietro di un secolo, i cittadini italiani di origine straniera che vengono guardati con sospetto.

E non è perchè non abbiamo valori, non è perchè non abbiamo ragioni da vendere.....
E allora, perchè???
Perchè non siamo “attrattivi”, non sappiamo parlare alla gente, perchè non siamo uniti, preferiamo litigare tra noi su “questioni di principio”, su piccoli sofismi.
Non consideriamo che è meglio fare un passo indietro noi, se questo consente a tutta la sinistra di fare un passo avanti.
Lo so, abbiamo un sacco di attenuanti. Il primo è che viviamo in un sistema capitalistico-berlusconiano, a cui la gente si è assuefatta. E poi, ne possiamo trovare altri...possiamo esercitarci.

E il PD? Accidenti quante colpe! Lasciamo a loro il loro esame di coscienza.

E dopo che tutti ci saremo leccati le ferite, avremo fatto il “mea culpa”, rimbocchiamoci le maniche, impariamo dai nostri errori: c'è un Paese da ricostruire!




                                               CON IL VENTO CHE TIRA
di Sergio



Penso che ci sia in giro molta polvere e con il vento che tira...
Non siete mai stati nel deserto durante una tempesta di sabbia,
è un'esperienza da provare, proprio come adesso, non si intravede niente, si e' presi dalla paura, ma soprattutto si perde la direzione e la linea dell'orizzonte scompare, è tutto sopra e sotto, alto e basso.
Si può anche morire soffocati, andare a sbattere, cercare disperatamente un'uscita e venire travolti , i più saggi, gli indigeni del posto di solito si fermano aspettano pazienti e il sole e il sereno arrivano di certo.
Siamo in mezzo alla tempesta, facciamo decantare la polvere vediamo cosa c'è al di là, speriamo che quello che ci appare sia un nuovo paesaggio, con molte facce nuove.
Una cosa è certa: mi sembra che fra regionali, provinciali e politiche sia ormai la 4 elezione a cui SEL partecipa, non abbiamo mai superato il 4% !!! Un po pochino per un partito che voleva rappresentare tutta la sinistra, oppure la sinistra è tutta qua!!!
Non riesco a fare in questo momento analisi politiche, vedo solo un futuro molto difficile pieno di difficoltà PER TUTTI nessuno escluso,
In questa situazione però intravedo una possibilità di vero cambiamento, dobbiamo essere molto pazienti, umili, ma nello stesso decisi e trasparenti senza timori nel manifestare le nostre idee i nostri progetti il futuro che abbiamo in mente.
L'errore piu grande sarebbe quello di arroccarci nei nostri fortini. Dei cambiamenti li dobbiamo fare, molti attori protagonisti devono ritornare a fare le comparse e le scene si devono riempire di nuovi Soggetti.
Dobbiamo essere liberi di condividere i nostri sogni, con tutti quelli che ne vogliono far parte, le nostre bandiere devono essere quella della partecipazione, della trasparenza, della giustizia, della sostenibilità, ........ Ne troveremo di compagni sul cammino pronti ad unirci a noi.......sono stato troppo vago e romantico.........per essere più concreti, di cose ce ne sono molte da fare, sul lavoro,sull'ambiente,
Sui temi etici, sulla dignità e l'onestà della politica, contro la guerra e gli F35, contro la politica finanziaria di un Europa liberista e a mio modo di vedere un po fascista, per modificare il patto di stabilità che crea più disoccupazione e povertà, c'è molto da fare ......
Quanti ne ho dimenticati?

Sempre alta la vista